Non è una questione di gentilezza

Ancora un mese fa, il CFO di una impresa ticinese mi ha scritto. L’ha fatto in conseguenza ad un mio post sul broadcast WhatsApp:

“… ti voglio bene e ti stimo, ma ti chiedo un favore! mi risparmi questi slogan quotidiani …”

Il mio post era intitolato “Quanto costa essere degli ‘zombi emotivi’ ?”

L’interpretare come inutile l’applicazione dei principi dell’intelligenza emotiva nella gestione delle risorse umane è un’opinione diffusa. Ma è un’opinione anacronistica, la leadership autoritaria, basata solo su obiettivi aritmetici è decaduta. I leader delle imprese che riescono a continuare ad ottenere i migliori risultati basano la loro leadership sull’attenzione alle persone, alla loro motivazione al loro entusiasmo.

Ma non è una questione di gentilezza, ecco cosa scrive Richard Boyatzis[i], parlando di Fred Hassan, allora il manager di Sandoz (Pakistan), quindi Shering Ploug e Bausch and Lomb, ora parte dei CdA di diverse imprese Biotech: “Ecco un’altra chiave del successo di Fred: sa che la comprensione e la gestione delle emozioni non rappresenta la componente ‘soft’ della leadership. Il fatto di essere molto in sintonia con le emozioni e di riuscire a usarle bene non sempre significa essere ‘gentili’. I leader risonanti ottengono risultati sostenibili attraverso la gestione delle emozioni, l’energia e le relazioni, e non perché sono gentili. I leader come Fred Hassan usano l’intera gamma delle emozioni per stimolare gli altri, per generare in loro attesa e responsabilizzarli. Non sempre sono gentili, piuttosto creano un ambiente al cui interno le persone possano sviluppare una visione ottimistica del futuro e facciano del loro meglio per arrivarci. Per Fred questo significa dimostrare scarsa tolleranza nei confronti della resistenza passiva, di atteggiamenti cinici o di una mentalità da rock star. Quando incappa in comportamenti simili e vede che le persone sono troppo ambiziose dà loro un feedback chiaro e la possibilità di cambiare. Se non lo fanno, si ritrovano a cercare un altro lavoro.”


[i]  “Leadership risonante”, Richard Boyatzis, Anne McKee, Frances Johnston, pag. 35

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