La paura di cambiare

Osterwalder e Pigneur, nel loro ottimo “Creare modelli di business” 1 elencano le difficoltà di chi nell’impresa vuole proporre il cambiamento richiesto dalla rivoluzione relazionale:

“Tutti amano l’innovazione, sino a quando non li riguarda.”

La mancanza di obiettività e la paura di abbandonare lo status quo sono tipici del modo di pensare di alcuni imprenditori. Questi si trovano bene nella fase di “sfruttamento”, non in quella dell’esplorazione.

L’ostacolo principale è l’incapacità di cambiare il modo di pensare, passando dal tradizionale modo lineare ad un modo più olistico e sistemico. Le aziende consolidate stanno attaccate al modo attuale di fare business fino a quando non appare ovvio che i clienti vogliono qualcos’altro.

Il pensiero tipico è: “Questo è il modo in cui si fanno le cose nella nostra azienda”, che è molto simile a “Abbiamo sempre fatto così, perché cambiare?”

La paura del cambiamento sembra attanagliare anche manager di provata esperienza ma con rapporti interpersonali che definire “freddi” è caritatevole.
Sono aggrappati all’idea che basti garantire l’eccellenza del prodotto o del servizio per vincere sul mercato. Il concetto stesso di esperienza di acquisto sfugge alla loro comprensione. Nell’ambito della selezione del personale attribuiscono importanza solo alle qualifiche ed alle esperienze professionali. Restando regolarmente delusi oppure accontentandosi di quello che passa il convento.

In realtà ci vuole coraggio per assumere qualcuno in grado di assumersi la responsabilità delle proprie idee. Ma chi lo fa dimostra che è l’unica via verso il successo. E lo dimostra con i risultati economici.

Footnotes

  1. Alex Osterwalder, Yves Pigneur – “Creare Modelli di Business”, 2010, pag. 194

Il tuo feedback mi interessa, lascia un commento, grazie!